persone | frittole [l'esegesi del nulla]

"Ora che hai aperto un blog, non ti resta che trovare una vita interessante di cui parlare"
[Sydney Ellis Hobart 1964-2004]

martedì, 26 giugno 2007
BUON COMPLEANNO FRIT.

A proposito: "The world is just waiting now. And We're here. Enjoy the still for a while. Cause we're just seconds, seconds in a day".

Quattro versi da una canzone, meglio da una meraviglia. Per dire buon compleanno Giorgio. Che oggi - 25 giugno - sei nato 43 anni fa. Buon compleanno dai tuoi amici, i soliti. Semplicemente. Non è che tu impazzissi per questa ricorrenza, è vero. Ma visto che sei sempre con noi gli auguri arrivavano e arrivano lo stesso. Non è neppure necessario farlo attraverso il tuo blog da tempo fermo. Ma è l'ultimo domicilio conosciuto, in fondo. E dall'Australia dei cieli sorriderai.
Già che ci siamo, ecco il  video che avresti certo amato. La migliore canzone del 2006 con qualche pista di vantaggio sulle altre, avresti detto. Ora lo diciamo noi, malik e sab, a nome di tutti. The world is our carpet, now.
(grazie  Fyfe Dangerfield)

 

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riflessioni, persone

lunedì, 29 maggio 2006
LA MIA FAMA DI EDITORE COMUNISTA HA VALICATO L'OCEANO

RICEVO VIA MAIL E PUBBLICO VOLENTIERI
(anche se il volenteroso soggetto deve aver inviato questa mail a casaccio esercitando un'attività antipatica chiamata spamming... se qualche editore è interessato gli dia una mano, con quello che si pubblica oggi, costui merita almeno una chance, se non altro perchè nessuno prima d'ora mi ha chiamaro Gentile Editore)

Gentile editore

Oggetto:Proposta di pubblicazione

Il 14/08/2006, Fidel Ruz Castro (leader Maximo di CUBA) compie 80 anni.
In anticipo di questa sua festività, e dopo aver frequentato in lungo e in largo gli
isolani (dal 1989 al 2006), e conosciuto bene tanti piccoli e grandi segreti,
abbiamo raccolto tutto in questo manoscritto che vorremmo prendeste in visione, certi di
non essere ripetitivi monotoni o prolissi ci permettiamo di ricordarvi che l'occasione
oltre ad essere propizia potrebbe dare risalto all'abbondante materiale raccolto
a nostro avviso interessante, ma soprattutto totalmente inedito...

Per visionare alcuni punti del manoscritto vi invitiamo a visitare il sito www.elcicala.com
nella sezione "i veri segreti di cuba" in cui troverete una piccola introduzione al libro.

che si suddivide in 5 capitoli

1-La Realtà e il costume di Cuba
2-le minitruffe e i raggiri verso il turista
3-Anedotti spiritosi e successi e il comportamento degli italiani a cuba
4-La Cuba sommersa di Fidel potere occulto
5-le mie 1000 donne cubane



Salvatore Cicala

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persone

martedì, 23 maggio 2006
VAi ROSY, UCCIDILI TUTTI

Rosy Bindi, neo ministro della Famiglia (Ansa)Credo che la prossima volta il senatore Saia se ne starà bello muto dopo aver ricevuto una mazzata così. Non avrei mai pensato che sarei arrivato a tifare Rosy Bindi eppure... è successo.

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persone

mercoledì, 17 maggio 2006
LE CONVOCAZIONI DI PRODI, DOVE HA SBAGLIATO?

L'album delle figurine del governo Prodi del Corriere e quello di Repubblica soddisfano ogni curiosità sulla formazione del nuovo governo: il mio preferito è nettamente Paolo Ferrero, centravanti di sfondamento, ministro delle Politiche sociali, ottimo curriculum, ex operaio cassintegrato, gran faccia da Jack Nicholson barricadero, del tipo da qui non si passa (vedi foto a sinistra).
Il più loffio? Non si scappa, Clemente
Mastella. centrocampista invisibile, che non ama il contrasto e non mette mai il piede.  Ho sperato fino all'ultimo che ci evitassero la tassa della peggior reincarnazione democristiana, invece... Ora vi invito a votare i vostri preferiti e i vostr loffiest.

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concorsi, persone

mercoledì, 10 maggio 2006
ALLA CAMERA QUALCUNO FORSE LEGGE FRITTOLE

o  almeno legge Ciccsoft. Perchè alla fine, nella sessione decisiva per l'elezione del Presidente della Repubblica un voto Lucianone oggi l'ha preso (e la lettura della scheda è andata in onda in diretta su Italia 1)

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persone

lunedì, 08 maggio 2006
UN ALTRO ANTIEROE CHE SE NE VA IN SILENZIO

...ma che lacia un vuoto enorme. Grant McLennan, 48 anni, innanzitutto una persona metavigliosa, poi cantante e chitarrista dei Go-Betweens, se n'è andato sabato scorso nella sua casa di  Brisbane.
In eredità ci ha lasciato una
discografia stupenda.
Qui c'è un JFIle del 2000 per ricordare i Go-Bertweens come per forza di cose non potranno più essere.
Qui c'è una splendida versione di un loro classico, Spring Rain dal vivo, da tramandare ai posteri. In mp3, da ascoltare o scaricare.
Infine il video di Here comes a city più altri assaggi di mp3 da vecchi album della low max.

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suoni, persone, australia

domenica, 30 aprile 2006
MATERAZZI, EGO TE ABSOLVO DALLE MATERAZZATE

Marco Materazzi mi è sempre stato sulle palle. Lo ammetto. Il ricordo più vivido e netto che ho di lui è quello di un giocatore che in quel famoso 5 maggio del 2000 implora piangendo gli avversari "fateci fare un gol" per agguantare un pareggio che avrebbe permesso di tamponare la rimonta della JUve. Penoso.
Con lui, come tutti, ho usato spesso metri di giudizio digfferenti rispetto al resto della serie A. (Questo blog ne raccoglie i misfatti). Mi spiego, un fallo di Materazzi è una carognata, uno di Gattuso è l'intervento di un guerriero, uno di Vieira è un fallo tattico. "quello che ci vuole in certe situazioni".
Materazzi è il compagno di scuola che si fa beccare con le mani nella marmellata quando tutto il resto della banda è riuscito scappare. Che molla la gomitata da tre giornate di squalifica e viene passato ai raggi x dalla moviola, scatenando interrogazioni parlamentari. Masterazzi è quello che non si toglierà mai più di dosso l'etichetta di delinquente dopo essere stato denunciato in diretta tv da Cirillo del Siena, sanguinante, che lo accusa di essere stato preso a pugni nel tunnel a partita finita. Fu squalificato per due mesi. Materazzi è quello che due estati fa, nella sfida Inter-Milan del Trofeo Tim, colpì, in spaccata, il petto di Inzaghi. «Costato, sopracciglio, sterno, pube e petto: i cinque centri di Materazzi», apparve sul sito del Milan. Materazzi scorretto, Materazzi criminale, Materazzi da squalificare a vita, Materazzi da interdire...
La verità è che Materazzi, autore di un'entrata poco ortodossa quest'estate su Ibrahimovic di cui si è parlato per giorni anche all'estero, è il capro espiatorio ideale: è un difensore mediocre che gioca in Nazionale da anni. Sta sulle palle a tutti: tifosi, avversari e giornalisti. Non ha mai chiesto scusa a nessuno. Anzi, non sta mai zitto quando dovrebbe. Ma le "materazzate" - al contrario delle "zebinate", delle "cassanate" e degli sputi di Totti - non sono mai stati perdonate.
Oggi Materazzi, che resta, sia chiaro, un giocatore coi piedi montati al contrario, è riuscito nella storica impresa di fare un autogol perfetto da centrocampo al 92'. Di questorideremo per anni. E la <gialappa avrà un nuovo idolo. Da oggi gli perdono tutto o quasi. Con perdono retroattivo. Fino a ieri era Matrix, da oggi è Paperoga. Ego te absolvo dalle materazzate. E da oggi mi sei simpatico. E' ufficiale. 

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persone

venerdì, 28 aprile 2006
UH OH

Che Flavia si sia incazzata? (e frittole tiene a precisare che da questo blog  non sono mai partiti insulti)

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persone, flaviavento

sabato, 22 aprile 2006
ERAVAMO IO, PACO PENA, TEOFILO STEVENSON...

Gianni MinàC'è un momento della giornata in cui devo scegliere un posto comodo er sicuro per non cadere ed evitare di farmi male. Divano, letto, una sedia, una poltrona, rigorosamente no auto, no doccia, no farsi la barba, no sparecchiare la tavola. Capita a caso tra le 13.30 e le 15: mentre sono impegnato in alcune delle attività di cui sopra prima di precipitarmi al lavoro. E' il collegamento di Viva Radio2 con Gianni Minà da Cuba, ultimamente impegnato come animatore del villaggio vacanze Club Fidel. Sarà che le capacità di Fiorello come imitatore sono straordinarie, sarà che la sua abilitàò di centrare il personaggio sono ancora pIù grandi, sarà che Minà è stato per un annetto abbondante mio direttore e quindi lo conosco a sufficienza per divertirmi il doppio, ma quando Fiorello attacca con "Lavoriamo sempre in gruppo, siamo io, Paco Pena, Teofilo Stevenson", inizio a star male dal ridere. Così ieri coi colleghi ho tentato di ricostruire il cast dei i personaggi che fanno parte di volta in volta del Club Fidel dividendoli in fissi e saltuari.
FISSI. Paco Pena, Teofilo Stevenson, Compay Segundo, Fidel, Alberto Juantorena, Javier Sotomayor, Ivan Pedroso (che Fiorello chiama erroneamente Pedrosa),, Maradona, Cassius Clay, Mario e Pippo Santonastaso e Andrea Sanna (che di volta in volta cambia identità, da piastrellista dei fratelli Santonastaso a regista di Guida al Campionato).
SALTUARI. Sara Simeoni, Pietro Mennea, Loretta Goggi, Paco Ignacio Taibo II, Rigoberta Menchu, Franco IV e Franco I, Mats Wilander, Roscoe Tanner, Dino Meneghin, Francesco Moser, le Bangles, Don Backy, Ave Ninchi, Dino Zoff, i Dik Dik, Alida Chelli. 
Se volete aiutarmi a vcompletare l'elenco fatelo nei commenti qua sotto.
UPDATE: DIMENTICATI E AGGIUNTI DI VOLTA IN VOLTA. Gianni Ocleppo, Francesco Cancellotti, Lino Ventura. Remo Girone, Angela Finocchiaro, Sandro Paternostro, i Kajagogo, Lou Bega, Gong Li, Graziano Bini, Manicone, il Grasshopper, le Bananarama, Lella Bertinotti, Corrado Barazzutti, Tonino Zugarelli, John Major, Giada De Blanck, Nigel Mansell, Silva Dionisio, Paolo Bargiggia, Giuseppe Arantes do Nascimento (cugino di Pelè), Linford Christie, gli Zero Assoluto, Gino Vannelli, Felice Pulici, Ciro Muro, Robert Duvall, Edoardo Raspelli, Corrado della Gherardesca, l'Osasuna, Magic Johnson, Samuel Jackson, Le Orme, Florinda Bolkan, Odoacre Chierico, Teofilo Cubillas, Giannichedda, l'Osasuna, Dejan Bodiroga, Vincenzo Montella, Paola Saluzzi, Guillermo Vilas, Turkylmaz, l'ex attaccante bulgaro Kostadinov. i Beach Boys, Elenoire Casalegno, Ivan Basso. Fiorella Pierobon, Salman Rushdie, Pusceddu, Dorina Vaccaroni, Valentina VEzzali, I Talking Heads, Irma D'Alessandro, Gunther Netzer, Liv Ullman, Jaqurlin Bisse

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persone, feticismi

mercoledì, 12 aprile 2006
BERLUSCONI E LA PARABOLA DELLE FIGURINE

Tutti da piccoli avevamo un amico che perdeva con tutti a figurine e alla fine ti richiedeva il malloppo indietro piangendo. Opuure quello che ti sfidava a ping-pong, le prendeva e ti liquidava con un "non valeva, adesso facciamo quella buona". Era quello che a scuola prendeva quattro in matematica e ci provava anche con la professoressa chiedendo di essere ri-interrogato dopo tre giorni. Ma poi si cresce e quel personaggio gioca a poker con gli amici, perde un tot (poco, perchè con gli amici si gioca poco) e alla fine ti chiede i soldi per il taxi, altrimenti non può tornare a casa. Quando gioca a Risiko fa casino se non ha la l'accesso immediato allo stretto di Bering, a Diplomacy stringe alleanze con tutti e tradisce tutti.
E' lo stesso che in un quarto di Coppa Campioni nel '93 vede la sua squadra sull'orlo del baratro a Marsiglia, fa ritirare la squadra - mandando in prima linea ovviamente il suo schiavetto - approfittando di un riflettore misteriosamente spento (mai chiarito come possa essere capitato), sperando di passare il turno in maniera vergognosa e rimediando, oltre a una sonora squalifica,  una figura di guano che il mondo non dimenticherà mai.
Lo stereotipo di fastidio umano - diventato nel frattempo un politicante famoso in tutto il mondo - ha appena perso le elezioni del 2006 dopo aver vinto solo la battaglia degli insulti. Alla fine, a giochi fatti, cacciato a calci in culo dalla porta dagli italiani, tenta disperatamente di rientrare dalla finestra, rimediando ovviamente un due di picche.

E' lo stesso che da piccolo rivoleva indietro le figurine.

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lunedì, 27 marzo 2006
FLAVIA VENTO: LA VERA ESEGESI DEL NULLA

Tra gli impegni sociali che s'impone Frittole per i prossimi tempi c'è un serio e scientifico monitoraggio del nuovo blog di Flavia Vento per segnalare a un eventuale pubblico interessato all'argomento una lontana ma pur sempre possibile evoluzione del pensiero e del livello di scrittura. Nel week end, per esempio,
NON E' ACCADUTO.
PENSIERO DELLA SETTIMANA: "donne uniamoci perche' basta con questi che ci prendono solo in giro..ma l'amore vero esiste??"

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domenica, 26 marzo 2006
L'UOMO CHE AMAVA LE AQUILE

Angelo D'Arrigo, aveva 45 anni. ArchivioPRECIPITA E MUORE D'ARRIGO, DELTAPLANISTA RECORDMAN DURANTE MANIFESTAZIONE NEL RAGUSANO
 (ANSA) - CATANIA, 26 MAR - Angelo d' Arrigo il deltaplanista recordman di traversate internazionali è morto precipitando con  un velivolo durante una dimostrazione a Comiso. Con lui era un ufficiale dell' aeronautica in pensione, il  generale Giulio De Marchis. L' incidente è avvenuto vicino all' aviosuperfice di Comiso. 

Quella che segue è uno stralcio di una lunghissima intervista-chiacchierata di Frittole con lo stesso Angelo D'Arrigo nel gennaio del 2003, imentre era n piena fase di preparazione della terza tappa del progetto Metamormphis che prevedeva il volo libero sopra la catena himalayana col detaplano per studiare le abitudini delle aquile nello spostamento dal Tibet al Nepal (poi effettivamenyte realizzata nell'estate successiva) Intervista in cui D'Arrigo parlò dei suoi progetti, dei suoi sogni, dei racconti di una vita meravigliosa ma - come spesso accade  per chi insegue sogni di questo tipo - troppo breve. Angelo non è morto nè in parapendio nè in deltaplano, ma su un semplice aereo da turismo e Dio solo sa perchè. 
 
5 gennaio 2003
«A INIZIARMI fu Jean Marc Boivin, uno dei pionieri del volo libero. Ero ragazzino quando in Val d’Isere vidi per la prima volta una strana cosa colorata che volava con un ”Cristo” appeso sotto. Era lui, Jean Marc, che stava tentando i suoi primi voli col parapendio. L’ho avvicinato, abbiamo fatto amicizia, mi ha insegnato a volare. Se ora sono qui a raccontare questa storia lo devo anche a lui».
  Inizia così la storia di Angelo D’Arrigo, 43 anni, siciliano ormai mezzo francese (ha in tasca il doppio passaporto e una laurea all’Università dello Sport di Parigi), ma profondamente radicato alla sua terra, tanto da aver costruito proprio alle falde dell’Etna la sua casa sportiva, una scuola di educazione e addestramento al volo. D’Arrigo è da anni uno dei punti di riferimento di questo sport. Una volta stabiliti negli anni ’90 record di ogni tipo (altezza, velocità, distanza), ha attraversato il Sahara, il Mediterraneo, le Ande e il deserto australiano del Tanami, ha completato il giro del mondo in deltamotore ed a quel punto ha sentito la necessità di invertire la rotta e dedicarsi alla ricerca scientifica sul volo. Nasce così la piega ecologica del progetto sportivo che D’Arrigo porta avanti da tempo: studiare volando la perfezione dei meccanismi della natura e mettere la propria tecnica al servizio delle specie in via d’estinzione.
   L’ultima impresa di Angelo D’Arrigo è stata battezzata ”Siberian Migration”. Tirando una riga su una cartina geografica da una piccola città della Siberia, Brykin Bor, 400 km a Nord di Mosca, fino al parco naturale del Serendunkenar in Iran, si ottiene un percorso di 5.500 km coperti con il deltaplano in 60 giorni e divisi in 50 tappe. Di mezzo non c’era alcun record, ma la vita di uno stormo di gru siberiane. Con il supporto scientifico dell’Università di Mosca, D’Arrigo si è fatto uccello in mezzo agli uccelli, letteralmente adottando uno stormo di gru nate orfane a Mosca. «Si tratta - spiega D’Arrigo, che ha portato a compimento la traversata un paio di settimane fa - di una specie in grande pericolo, ne esistono ormai solo una ventina. In questi casi basta pochissimo perché spariscano. Il mio obiettivo è stato reintrodurle in natura insegnando loro a percorrere la rotta di migrazione che purtroppo non hanno nel dna e che, in quanto orfane, non avrebbero mai appreso dai genitori».
  Le uova delle gru siberiane si sono schiuse a giugno proprio sotto il deltaplano di D’Arrigo e la prima cosa che hanno visto è stata la vela. Un processo di imprinting sorprendentemente naturale. Oltre che un’emozione difficile da dimenticare. «Già prima della schiusa le piccole gru sono state abituate ad ascoltare per mezz’ora al giorno il rumore del motorino ausiliario che mi sarebbe servito ogni volta per decollare. Appena nate le ho portate a spasso come avrebbe fatto la madre e loro l’hanno identificata nel mio deltaplano, più che in me, iniziando fin dal primo momento a disporsi a ”vu” come fanno gli stormi,  con la mia vela che faceva da vertice». Con le prime corsette in gruppo per sviluppare i pettorali necessari per trasformare il movimento orizzontale in volo, Angelo e lo stormo sono diventati una vera per quanto bizzarra famiglia. Per due settimane i pulcini hanno volato in zona imparando a riconoscere il punto di ritorno nella zona di Sarekaard, città della Siberia dove avviene la nidificazione. Apprendere la tecnica di volo seguendo la silhouette del deltaplano è stato il passo successivo delle piccole gru. Poi è partita la traversata e a novembre le siberian cranes sono giunte a destinazione evitando le zone dove il bracconaggio avrebbe messo a repentaglio la loro incolumità. Oggi le piccole gru siberiane se la spassano sane e felici in Iran, da dove sapranno partire ripercorrendo la rotta inversa, ormai guidate dall’istinto.
 La traversata di D’Arrigo rientra in un progetto chiamato Metamorphosis, che ha già vissuto lo scorso anno la prima tappa, seguendo il volo dei falchi migratori che ogni anno partono dal Sahara per arrivare in Europa Settentrionale.
«La terza tappa sarà un tentativo di traversata della catena himalayana seguendo nuovamente il percorso delle aquile (video), dal Tibet al Nepal, nel tentativo di sfruttare le correnti ascensionali che si generano sulla parete Nord dell’Everest, appoggiandomi alle onde di rimbalzo che portano gli uccelli fino a 10.000 metri». L’occasione di volare sopra un ”terreno” meteorologicamente tanto fertile e stimolante porterà D’Arrigo a battere nuovamente la via dei record, in particolare quello di altitudine di 7.010 metri realizzato a suo tempo sul Monte Bianco. D’Arrigo riprenderà in questa occasione le vie aperte da Jean Marc Boivin e Patrick De Gayardon (col quale ha studiato a Parigi). Entrambi lo assisteranno da lassù.

COS’È la paura per un uomo che rischia la vita volando? «La paura è un’emozione sana, grazie ad essa la nostra specie si è conservata. Molte paure sono inutili e devono essere superate prima che diventino paranoie e ti impediscano di vivere. Altre sono da rispettare». Chi lo racconta ha vissuto paure di ogni tipo. Anni fa, Angelo D’Arrigo finì sulle pagine di tutti i giornali, fatto prigioniero dall’esercito di Gheddafi dopo essere atterrato in Libia col suo deltaplano durante il tentativo di traversare il Mediterraneo da Catania al Cairo. «Mi credettero un terrorista o una spia e mi lasciarono in carcere 35 giorni. Pensavo solo a scappare immaginandomi scene da film. Poi non so come e perché, mi liberarono, pur avendomi condannato a 10 anni di lavori forzati». Dieci anni che non sono mai stati scontati e che Angelo non sconterà mai. «Non so e non voglio sapere se la pena è ancora valida. In Libia credo proprio che non metterò più piede».

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persone

venerdì, 03 marzo 2006
DUE O TRE COSE SUL MIO CO-BLOGGER

Di lui dicono che un po' porti rogna, ma agli altri. La Leggenda dice che a lui non capiti mai nulla. Per questo in tutte le traferte tutti vogliono viaggiare con lui. Perchè se deve cascare un aereo, deragliare un treno, smottare una montagna, crollare un palazzo o anche solo devono smarrirsi bagagli, visti e i passaporti o magari il destino vuole che si debba proprio incontrare qualche poliziotto un po' intransigente alla frontiera, la cosa riguardi magicamente srempre altri. Altri pullmam, altri aerei, altre montagne, altri treni. altre frontiere. Altri bagagli. Mai i suoi. Ma a 100 metri può accadere di tutto: valanghe, attentati, fulmini. morti, feriti, funivie a pezzi, MIG libici in ricognizione raso suolo, traghetti in fiamme, eruzioni vulcaniche, geyser incandescemti, invasioni di elefanti inferociti, sciami di api velenose. E lui, serafico, non si accorge di nulla.  
Insomma, MalikDixon, co-proprietario un po' pigro e distratto di questo blog, se tenuto nel raggio di pochi metri, è una specie di talismano. In questo modo - è scientificamente provato - le disgrazie capitano agli altri. Lo sanno tutti. Tutti ci ridono sopra. E gli vogliono bene. Lui pure, ride e ci vuole bene. Anche sua moglie che nonostante tutto - o forse proprio per quello  - l'ha sposato. Ma da un po' MalikDixon (nella foto è quello a destra con gli occhiali, e io a sinistra si vede che gli voglio molto molto bene e non mi permetterei mai di criticarlo nè di contraddirlo anche quando lascia la scrivania in disordine o prende le ferie senza avvertire) inizia a perdere colpi. Prima una trasferta in Croazia in cui come un comune mortale ha perso il bagaglio e vissuto in una topaia piovosa per una settimana, esperienza da cui deve ancora rimettersi (e sono passati 8-9 mesi).
Ora lavventura olandese. Ce la menerà fino al 2009. Ridendo, questo, sì.
Insomma stamattina si sveglia intorno alle 5 - Dio sto male per lui - si vede cancellare un aereo sotto il naso (il Torino-Amsterdam), non si perde d'animo, fa un rapido cambio di biglietto, ne compra uno nuovo, rapida corsetta fino a Malpensa, ma al momento di imbarcarsi sul Milano-Amsterdan scopre che il suo volo è in ritardo di quattro ore. Perde ovviamente la coincidenza per non so più dove (mentre l'aereo precedente e quello successivo sono partiti regolarmente - brutto segno questo, bruttissimo segno). Riesce ad arrivare a 131 km dal luogo di destinazione con 7 ore di ritardo a gare finite per raccontare la Coppa del mondo di pattinaggio (con Fabris 2° e Simionato 3a) non so in quale modo e contrattando una camera a notte fonda in un paese impronunciabile con una signora che grugnisce solo olandese stretto dopo che si è visto disdire la sua nel pomeriggio, di camera, nel pomeriggio, a Groeningen, che detto tra noi, non è proprio il posto più comodo, nè per Amsterdam nè per Heerenveen, luogo del cetrtame su ghiaccio (me lo ricordo dopo aver girato mezza Olanda in auto con la cartina sulle ginocchia al grido di "dove cazzo è questa Assen?"). Delle valigie non ho notizia. Non mi ha detto nulla. Ma se non ha raggiunto il luogo della gara un po' è un bene, sarà una delle poche volte in cui non resterà chiuso nella sala stampa sfrattato dalle donne delle pulizie alle 23 e 30...
Spero che nessuno si sogni di mandare il sottoscritto in sua vece ai mondiali di basket in Giappone di agosto (anche se un pensierino in effetti.... le possibilità sono circa 5 a 95): già pregusto sul blog i suoi racconti di inspiegabili aree antifumo all'aperto, interminabili cacce al tesoro per scovare il letto in camera, misteriose vie senza nome e senza numeri civici, taxisti da incubo che non parlano inglese, dicono sempre sì e fanno ciò che vogliono.
Malik odia il Giappone come Silvio può detestare i comunisti, che inizi a portare sfiga un po' a se stesso?
io già lo pregusto, il suo Giappone.
L'ho sentito 5 minuti fa al telefono.
Rideva. 
Rideva. Lui.

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cose che capitano, persone

lunedì, 27 febbraio 2006
E' FINITA, PERO'

Ore 0.15. Rientro in auto. Corso Moncalieri semideserto, sino a ieri non si circolava. Il centro, evaporato. Le case (quelle ospitalità dei vari Paesi) chiuse.Dentro le stanno già smontando. Al centro stampa oltre la metà dei computer dedicati all'info sono già riposti negli scatoloni. Questa incredibile meravigliosa festa è finita da nemmeno due ore. La gente non voleva uscire dallo stadio che era comunale e adesso è olimpico. So che c'è una festa al villaggio, terminerà all'alba, forse. Ecco, Torino, la mia Torino, resterà per sempre città olimpica. Ma dentro di noi? Ecco, nutrivo come tutti qualche dubbio. Spero non si trasformi entro breve in incubo. Ditelo che non è stata una parentesi, dimostratelo con i fatti. Se non gli amministratori e gli imprenditori, fatelo voi, facciamolo noi. Che viviamo una quotidianità evidentemente stretta. Altrimenti non sarebbero stati così pieni di sorrisi e di gente quesi sedici giorni. Le gare, per davvero, qeusta volta sono state il meno, un corollario. Forse perché i Giochi Invernali nemmeno avvicinano quelli estivi. Ma la trasformazione della città io non l'avevo mai vista e vissuta nei miei precedenti viaggi. Atlanta, Sydney, Atene. Poco dopo il risveglio dovrò mettermi i macchina per verificare la città del giorno dopo. Eco, lo so come sarà. Ma mi basterrebbe vedere qualche sorriso anche stanco, magari, in più. Una briciola della disponibilità a vivere che ho solo respirato (purtroppo lavoravo) in questi giorni. Lo so è una meravigliosa notte malinconica. Perdonate.

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cose che capitano, persone, torino2006

giovedì, 16 febbraio 2006
L'ULTIMO A RESTARE IN PIEDI

Steven BradburyTra le mille storie che le Olimpiadi offrono questa è una di quelle che preferisco. Quella del gigantesco colpo di fortuna che ebbe l'australiano Steven Bradbury nella finale dei 1000 metri dello short track a Salt Lake City nel 2002, che si vide cadere davanti tutti i suoi avversari e da bronzo inevitabile che era - con distacco - vinse l'oro. La chiave sta proprio nel distacco che Bradbury aveva accumulato Se l'australiano fosse stato troppo vicino al gruppo di testa sarebbe sicuramente caduto nel groviglio finale. Invece era lontano un miglio. Ho rivisto le immagini l'altro giorno e la scena fu incredibile. All'ultimo giro, il mitico Apollo Ohno fece una cazzata grossa come una casa e diede una gomitata al coreano Ahn che allargò ed investì Turcotte coinvolgendo anche Ohno nell'impatto. L’americano tentò disperatamente di rialzarsi, ma proprio in quell'istante sopraggiunse in tutta tranquillità un già rassegnato Bradbury che ottenne incredulo un oro clamoroso per lui e storico per la sua nazione (il primo alle olimpiadi invernali). Bradbury racconterà: “Non ero certamente il più veloce, ma non penso di aver vinto la medaglia col minuto e mezzo della gara. L'ho vinta dopo un decennio di calvario”. 
La cosa incredibile è il modo in cui Bradbury era arrivato tra mille peripezie e squalifiche alla finale (eliminato nei 1500, riprovò nei 1000, eliminmato al 2° turno, rimesso in gioco dalla squalifica del francese Gagnon, giunto primo e da una serie di cadute in semifinale che gli consentirono di guadagnare la finale assieme al cinese Li JiaJun, il canadese Mathieu Turcotte, il sudcoreano Kim Dong-Sung, il giapponese Satoru Terao). Un vero e proprio slalom tra gli eventi e la sfortuna degli altri. Ecco perchè da allora in Australia il suo nome è entrato nello slang di tuti i giorni: "vincere alla Bradbury, un colpo alla Bradbury". significa ovviamente avere avuto un gran culo. (mai foto ha reso di più l'idea)
In realta
Bradbury venne solo ripagato di tanta sfortuna avuta in passato. Era il favorito a Lillehammer e tornò a casa con 100 punti di sutura per un incidente. Ha atteso 12 anni per raccogliere quanto gli era stato tolto dalla Sfiga. E scrivere una biografia. "L'ultimo a restare in piedi". In effetti.

LA STORIA SI RIPETE: LA BIOGRAFIA DELLA JACOBELLIS
In una favolosa finale di boardercroass, specialità debuttante ai Giochi, la statunitense Lindsey Jacobellis comette un 'idiozia olimpica che passerà alla storia. E regala l'oro all'avversaria svizzera, la Frieden. Che ha avuto il solo merito fino a quel momento di essere rimasta in piedi in una gara in cui dietro tutte avevano messo il culo per terra. Tutto raccontato qui.
Anche in questo caso una videocassetta da conservare. E una biografia da scrivere.

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persone, torino2006

venerdì, 20 gennaio 2006
UNA BELLA FAVOLA DESTINATA A FINIRE

L'immagine di un bambino australiano di Perth che raccoglie una bottiglia dal mare, la apre e ci trova dentro un messaggio di una ragazzina inglese di tre anni - che l'ha gettata in acqua nel luglio scorso a Morecambe, nella Gran Bretagna Occidentale - è una delle notizie più romantiche e fuori dal tempo che io e voi abbiamo la possibilità di leggere.
In un mondo del cacchio in cui si litiga per andare più veloce su un treno e - come dice Grillo - sarebbe molto più intelligente invece trovare il sistema di lavorare vicino a casa piuttosto che arrivare più rapidamente a Lione, in questo mondo costretto a sperare che - porca vacca - la neve stenda - e in fretta, please, - un velo pietoso entro tre settimane sulla Val di Susa, sennò tutti vedranno in mondovisione gli orrendi cantieri ancora aperti intorno ai siti olimpici di Torino 2006 con le sue (molte) magagne e la sua (pochissima) materia prima di colr bianco, ecco, leggere di due bambini, Alesha e Bob, baciati dalla fortuna di poter vivere una storia di lentezza pioneristica e quasi incomprensibile, per noi, per me, è estremamente confortante. Noi che abbiamo bisogno di uno stilista persino per disegnare una Fiaccola Olimpica, abbiamo bisogno di farla veloce e indistruttibile e vederla correre più in fretta possibile su e giù per l'Italia per dimostrare in qualche modo il nostro machismo represso e ancestrale. Alesha e Bob no. Sono bimbi. Di 10 e 3 anni. Non importa cosa ci fosse scritto o disegnato su quel foglio che stava in quella bottiglia. Importa che sia arrivata indenne dopo aver percorso 9 mila miglia tra i flutti più incasinati del pianeta. Da sola. Senza navigatore satellitare. Un miracolo, una magia.E' l'elogio della lentezza.
Una magia che svanirà il giorno in cui Alesha e Bob scopriranno internet e inizieranno a scriversi mail e poi a chattare con ICQ. in quel momento sarà andata in pezzi una favola. E sarà l'ultima vittoria della fretta.

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persone, australia

martedì, 17 gennaio 2006
E SE FOSSE LUI A VOTARE ME?

Mentre guardo Fassino che si lascia massacrare dall'eloquenza e dai finti modi garbati di Fini a Porta a Porta, penso che il leader dei Ds - che in fondo dovrebbe rappresentarmi - mi ricorda molto me stesso da piccolo (diciaamo 8-10 aanni) a scuola. Con l'aria colpevole anche quando non aveva fatto nulla, sempre sulla difensiva, sempre spaurito. Quindi, indifendibile. E allora è giusto che qualche stronzo lo massacri quotidianamente chiedendogli dove sono finiti quei cazzo di 50 milioni di euro. Così Pierino s'incazza ed è più divertente. E' il perfetto capro espiatorio, bello e disegnato. Credo che se lui votasse me, invece che il contrario, non cambierebbe poi di molto l'equilibrio dell'universo...

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martedì, 10 gennaio 2006
DEAD MAN WALKING END ADER STORIS

Domani verrà rimesso in libertà Ali Agca, l'uomo che nel 1981 attentò alla vita del Papa, una vera enciclopedia dei misteri terroristici internazionali. Se davvero quest'uomo sa troppo, quanto durerà? Una settimana? Un mese? Un giorno? Sono aperte le scommesse

JONATHAN, FILA SUBITO IN CAMERA CON LAPO.Non so se lo avete mai visto bene di profilo, ma
Jonathan Bachini del Siena (ed ex Juve...), positivo alla coca e recidivo, merita tutte le attenuanti del caso.

 MERCOLEDI' PATATINE BIRRA E RUTTO LIBERO.Non varrà forse una finale, ma un duello Berlusconi vs. Bertinotti, domani sera nel salotto di Vespa a "Porta Porta" vale almeno un quarto di finale di Champions League. O no?

AVERE UN PESSIMO UFFICIO STAMPA PER UN POLITICO E' COME AVERE UN PESSIMO AUTORE PER UN COMICO. La verità sul condono di SuperPremier. "Non sapevo niente"

E CHISSENEFREGA? Pare che Cassano ha perso un chilo (licenza poetica in onore del talento di Bari Vecchia).

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venerdì, 06 gennaio 2006
SCOVATO UN NUOVO GENERE DI ANTIDEPRESSIVO

Ogni volta che mi alzerò dal letto alla mattina e sentirò che la mia vita fa schifo mi precipiterò sul blog di Manuel Casella, un uomo che all'interno del curriculum cita fra i suoi hobby il "public speaking"...,  e mi convincerò che la mia vita è meravigliosa e io sono un essere baciato dalla fortuna (via Antonio, via Santin vi sarò grato per sempre). Lui avrà pure Amanda Lear come fidanzata, le tartarughe al posto degli addominali e una casa in Costa Azzurra, ma con tutto il rispetto io a confronto sono Einstein.

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venerdì, 23 dicembre 2005
LO SMEMORATO DI COLOGNO

<B>L'Unità nel mirino di Berlusconi<br>"Siete complici di milioni di morti"</B>Canta, scherza, svacca e dice una marea di cazzate, grida al complotto, se la prende con L'Unità (il meglio è verso la fine con gli auguri di Natale a Prodi). Via Repubblica ecco l'imperdibile show di Superpremier da Fiorello (o di quello che lo imita? Vai a riconoscere la differenza. Il primo mi fa più ridere, il secondo lo farei governare). Perderà le elezioni e avrà un grande futuro come comico, spero. Oppure no e sono altri 5 anni di cazzi nostri.
Il link non è diretto: devi schiacciare il play, amico.

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lunedì, 21 novembre 2005
ADDIO AL QUINTO BEATLE (UN POST CHE REGALA 4 GIORNI DI VITA)

"Ho speso un sacco si soldi in donne, droga e alcool. Gli altri li ho buttati via".
George Best (un genio pentito in ritardo, ma pur sempre un genio)
Fa parte della vita e del teatro che in fondo rappresenta, tessere le lodi di chi se n'é andato o di chi se ne sta andando, come nel caso di George Best, uno dei più grandi talenti della storia del calcio attualmente ricoverato all'ospedale Cromwell di Londra in condizioni più che critiche e privo di conoscenza. Best però, al contrario di molti altri, merita di essere, se non imitato (ovviamente), quantomeno raccontato, perchè un altro come lui non c'è. Regge forse il paragone con Maradona per il talento, (massì) l'arroganza e lo spreco che ha fatto di una vita. Mi auguro il contrario, ma difficilmente George, consumato dall'alcol e da una vita che ce ne vorrebbero due delle nostre per raccontarla, questa volta ce la farà.
Decadente e autodistruttivo fino al midollo, Best è sempre stato l'impersonificazione dell'eccesso e si è bruciato da solo, mandando in fumo una carriera che avrebbe potuto e dovuto essere spettacolare e assai più lunga. Chi l'ha definito un Beatle del calcio, si riferisce forse all'epoca e ai capelli lunghi, ma trascura che i quattro di Liverpool, a confronto, paiono quasi delle educande.
Il "disco" di debutto di George Best risale al settembre del '63 - e almeno temporalmente qui ci siamo coi paralleli - mentre i Beatles esordivano su LP Best, alla sua prima partita nel campionato inglese, contribuiva a buttare nella rete del West Bromwich il gol dell'1-0. Aveva appena 17 anni. Ed erano altri tempi. Ragazzini talentuosi, fortunati e un po' spocchiosi come gli Owen e i Rooney di oggi non capitavano tutti gli anni.
La Woodstock di Best è la finale di Coppa Campioni del '68 con la maglia del Manchester Utd. contro il Benfica nello stadio di Wembley il 29 maggio di un anno rivoluzionario per il rock la cultura e anche per il calcio. George Best segna ovviamente il gol del 2-1 decisivo, mettendo in bacheca il primo e unico trofeo europeo accanto ai due campionati inglesi.
Il suo Stg. Peppers è invece la conquista del Pallone d'Oro proprio in quell'anno, il 1968. Se fosse scomparso dopo quei trionfi - credo che lui stesso oggi potendo tornare indietro sceglierebbe questa soluzione - sarebbe passato alla storia come il Jim Morrison del calcio, invece da quel momento inizia la sua lenta discesa affogata tra pinte di birra e resa più dolce solo dalla presenza di una spaventosa quantità di belle donne al suo fianco, più veloce da auto sempre più costose e più pericolosa da una varietà notevole di stupefacenti. Sempre più spesso ubriaco, stordito, esaurito e ricoverato, Best è sempre meno calciatore, nella sua vita c'è anche la galera; tante risse, molta cronaca più nera che rosa. E poi conferenze per raccontare se stesso, sopravvivere, rifarsi una credibillià e raggranellare qulche soldo. Inizia a vivere di ricordi troppo presto, ma diventa ugualmente un mito del calcio. Un mito che cresce, curiosamente mentre Beatles e Doors non esistono più. Il conto inizia pagarlo da lì in poi, passando da un ospedale all'altro. Nel 2002 il trapianto di fegato, poi l'aggravarsi delle sue condizioni.
Comunque vada a finire, mi resta una convinzione. Anzi due. Nessun film renderà mai giustizia alla vita di George Best ("George Best ha passato 12 anni della sua vita a fare il genio del calcio e altri 25 a raccontare quei 12 anni raccontandoli come la gente li voleva sentire e come la stampa lo aveva descritto, tanto che alla fine è arrivato a credere di essere davvero così", disse Mary McGuckian, regista del discreto film "Best") e se fosse stato il quinto Beatle avrebbe tentato di oscurare in popolarità anche Lennon e Mc Cartney. Forse ci sarebbe pure riuscito e ne avremmo viste delle belle. Di sicuro non avrebbe sposato una Yoko Ono...
UPDATE. CALCIO: GEORGE BEST E' MORTO (ANSA) - LONDRA, 25 NOV - ''Dopo una lunga e coraggiosa lotta George Best è morto questo pomeriggio nel reparto terapia intensiva del Cromwell Hospital'', si legge in un comunicato dell'equipe medica che ha curato il 59enne ex star del calcio inglese. (ANSA). RN 25-NOV-05 14:23 NNNN

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venerdì, 04 novembre 2005
CACCIA ALLA FREGATURA

Questa donna vende la casa su E Bay e insieme alla casa anche se stessa, cercando marito. Sembra pure un otiimo partito da sposare, ben piazzata economicamente e parrebbe anche avvenente (fidandosi delle foto, che si sa sono ingannevoli...) Dev'esserci per forza un pacco, probabilmente alza un po' troppo il gomito o forse è un'assassina nata e un po' anche Desperate Housewife. Perchè la fregatura (tralasciando l'età dell'immobile dopo aver sottratto quello della proprietaria) dev'essere pur da qualche parte.... Se l'immobile non è di 7 metri quadrati, dov'è la fregatura?

UPDATE. Nel frattempo si ringrazia Liberoblog per le centinaia di nuovi adepti che ha catapultato su Frittole i pochi giorni. Anche se rimango perplesso per la lunga teoria di commenti monocordi (132 al momento) che sono apparsi sotto.... meglio pochi, insomma.

UPDATE2. Si ri-ringrazia Liberoblog anche per questo: che mi stiano prendendo di mira? (intanto oggi ho imparato una cosa: sopra i 1000 contatti shynistats fonde e non rileva più i successivi. Ovviamente non mi era mai successo prima)

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domenica, 23 ottobre 2005
CARO BRACHETTI, NON SAPEVO DI VIVERE ALL'ESTERO

Egregio signor Arturo Brachetti
durante il week end ho avuto modo di assistere sgranando occhi e spalancando orecchie alle sue autocelebrazioni (Radio2, Rai varie, Mediaset qui e Mediaset là) riguardo il suo ritorno in Italia:("la prima tournèe dopo 8 anni nel paese d'origine"). Forse non se lo ricorda, ma non più di sei sette mesi fa lei ha tenuto lo stesso spettacolo al Teatro Alfieri di Torino, peraltro la Sua città d'origine, se lo rammenta almeno questo? Di tutto questo si è ben guardato dal fare citazione nel ginepraio di interviste-marchette in cui si è infilato. Signor Brachetti, ha una memoria del periodo medio lungo? Tiene un diario almeno? Ha una carta d'identità in tasca? La guarda ogni tanto? Lei è nato a Torino, anche se mi pare evidente che vorrebbe trascinare un'intera città nel suo fastidioso e ingiusificato complesso d'inferiorità verso Milano. Io allo spettacolo c'ero e me lo ricordo (ho pagato circa 40 cucuzze, senza nemmeno divertirmi così tanto)  
Lei c'era? Era davvero lei quel signore buffo che entrava e usciva continuamente dal palco? Piuttosto davvero non sapevo di vivere in Francia. Ora, visto che Lei mi ha spiegato che Torino si trova fuori dai confini italici e Lei a-do-ra Milano, magari che ci rimanga, chè qui - dalle nostre parti - siamo abbastanza permalosi, forse ne ha un lontano ricordo. E a
lle sue 80 facce in 100 minuti le suggerisco di aggiungerne una, facile facile: la faccia da culo che onestamente le viene benissimo.
Con stima (per il suo parrucchiere)
Frittole

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domenica, 16 ottobre 2005
MI CONSENTA: DUE MILIONI E MEZZO DI PERNACCHIE

sottotitolo
(frittole si inserisce nella polemica tra Prodi e Berlusconi)

all'attenzione del signor Silvio Berlusconi
se vuole vincere anche queste può solo mandare Galliani a spegnere i riflettori di tutti i seggi. (Anzi avrebbe dovuto pensarci ieri)

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giovedì, 13 ottobre 2005
LAPO STA MEGLIO E TORNA IN PISTA

Come recita il bollettino dell'Ospedale Mauriziano di Torino «Il paziente Lapo Elkann è stato stubato e respira spontaneamente. La ventilazione è sufficiente, il paziente si è alimentato da solo con pasto solido, la prognosi è stata sciolta e le condizioni sono più che sufficienti. Appena possibile sarà trasferito in un reparto di degenza ordinaria». E mentre la famiglia sta preparando le valigie per St. Moritz, il giovane Lapo, fornito di blocco da disegno e di matitoni colorati della Presbitero già si mette - un vulcano di idee 'sto Lapo - al lavoro per tornare in pista al più presto con l'intento di presentare i nuovi modelli da lanciare sul mercato al più presto per poterli presentare in contemporanea ai prossimi Saloni di Rio, Kingston, Bogotà e  Amsterdam:
La FiatTrans, "l'auto concepita per tutti e tre i sessi"
la Fiat Riga con una deliziosa e ammiccante banda bianca che la divide a metà,
la Uno Nessuno Centomila dotata di doppi e tripli fondi nei luoghi meno immaginabili per passare indenne ogni tipo di frontiera,
la nuova Panda Neve da lanciare in occasione delle imminenti Olimpiadi invernali e - ovviamente - destinata al pubblico che ama le piste, disponibile anche in vesrsione Panda Neve-Gliz (con lo slogan in tre è meglio che in due), Kiarablog ha già pensato alla pubblicità: qui (se ci denunciano siamo in due...)
nonchè la Nuova spaziosa e reclinabile in tutto, dal sedile al portacenere, Panda 4x4 ("per chi ha tanti amici giovani da ospitare per simpatiche scorribande in auto", fino appunto, a 16).
Si parla anche di una Punto Clapton, con lettore mp3 incorporato ma con la sola possibilità di riprodurre "Cocaine" di Eric Clapton (sì, lo so, saputelli, che l'ha scritta JJ Cale...) e "Heroine" dei Velvet Underground ma si pensa anche a inserire Vasco Rossi direttamente nel bagagliaio.
Con tutto il rispetto, Lapo sei stato un vevo Pivla e hai il culo di aveve una squadva di santi in Pavadiso.
E comunque - forse - io sono pure più creativo di te...

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martedì, 11 ottobre 2005
HO PASSATO LA NOTTE CON BECKHAM

Scusate ma era così tanto tempo che nessuno lo urlava sui tabloid che ne ho nostalgia e mi pareva il caso di rinfrescare il teatrino. Magari divento pure milionario.... Se vi accontentate invece di cose finto-vere di casa nostra c'è sempre la saga Albano-Lecciso o quella di Lapo e Patrizia,il viado brasiliano che avrebbe ospitato l'altra notte il rampollo Elkann e chiamato il 118 quando la storia si faceva poco gestibile. Per La Stampa on line intanto non è successo niente, per l'edizione cartacea la notizia è relegata a pagina 7...

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sabato, 08 ottobre 2005
LA PIU' SEXY E LA PIU' DESKTOPPATA

Non so chi cavolo sia questa Jessica Biel eletta da qualcuno come donna più sexy del mondo. Non so chi cavolo sia nemmeno costei* che, partendo da una pagina internet, probabilmente vuole di più (ma se sapete lo spagnolo potete chiderglielo, visto che si è premurata di inserire il suo indirizzo email nella home page). Per il momento si accontenta di essere il bipede più dekstoppabile e desktoppato del mondo; un neanche tanto raro esempio di esibizionismo via blog (se viveva negli Anni '70 il geograficamente più vicino gruppo di femministe l'avrebbe già massacrata fisicamente). Dal suo punto di vista probabilmente è già un vanto (qui c'è merce per calendari di "basso" livello - in tutti i sensi - fino al 2016).

* senza la segnalazione di Vitellozzo non avrei mai saputo della sua esistenza (pare che il suo URL abbia fatto il giro del mondo via mail nell'ultimo anno....)

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domenica, 28 agosto 2005
LA SINDROME DI GIBERNAU

Se lo sport é la vera metafora della vita come non provare simpatia per il Paperoga spagnolo che nasce per sua profonda sfiga nella stessa era geologica di Valentino Rossi, che ha un cognome che sa di passato remoto o di roditore esotico; che se c'é in giro una gomma fallata se la becca di sicuro lui; che se sta per vincere un Gran Premio si ribalta su una buccia di banana; che passa alla storia come il primo pilota a finire la benzina all'ultimo giro da quando hanno modificato i serbatoi delle moto. Che ha paura della sua ombra e il terrore fottuto di vincere, in fondo come tutti noi nella vita, quando le cose si fanno incasinate e alle spalle c'é qualcuno che ti fa un semplice "buh". Per anni è stato un signor nessuno che annaspava nelle retrovie, poi ha acchiappato il treno buono e come per magia gli è stato costruito intorno un personaggio da campione che sta andando in pezzi alla prima stagione difficile.
Ne esce con un bel pacco di soldi, una dignitosissima fidanzata e un'ottima padronanza del dialetto romagnolo, cosa peraltro utilissima per un iberico. Non mi somigli per niente ma mi resti profondamente simpatico.
Bentornato tra i mediocri, Gibernau.

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martedì, 19 aprile 2005
IN CONFIDENZA: RUMMENIGGE I

Il programma della prima giornata da Papa:
- Commissionare alla Trabant la nuova PapaMobile.
- Scomunicare e possibilmente incarcerare a vita gli autori di questo blog.
- Abrogare naturalmente i Papa Boys almeno fino a quando non la smetteranno di cantare "Giovanni Paolo".
- Sospendere immediatamente le proiezioni di  "La Caduta", il film sulla fine di Hitler, che esce oggi in Italia.
- Volare immediatamente a Torino per l'unica data italiana degli Einsturzende Neubauten che festeggiano oggi i loro 25 anni di carriera e spiegare un paio di fondamentali regolette sull'educazione al vecchio Blixa Bargeld. Poi toccherà a Wim Wenders.
- Assegnare per diritto divino venti punti a Michael Schumacher in cambio dellla promessa firmata di esprimersi esclusivamente in latino nelle interviste televisive.
- Nel tentativo di mettere immediatamente a tacere voci incontrollabili che lo vogliono un tipo un po' troppo conservatore, concedere a Vespa la prima intervista in cui si spiega che nel terzo millennio un Pontefice ha bisogno pure di un nickname con cui presentarsi su Internet.
Benedetto XVI non basta: in confidenza, "Rummenigge I".

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venerdì, 15 aprile 2005
TRA UN PAPA E L'ALTRO PUO' ACCADERE DI TUTTO

Non è uno scherzo. Claudia Koll si fa suora.

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da tenere a mente

"questo non e' il Vietnam, e' bowling: qui ci sono delle regole da rispettare"
(Walter Sobchack
alias John Goodman
da "Il Grande Lebowski")

.

wombat rock

disclaimer

gli abiti di frittole sono scelti a casaccio

[disco bravo 2004]

YOU AM I(aus)
da Convicts
anteprima 2 brani (15-5)

CADDY
Break down out
3 songs

ELEVENTH DREAM DAY
l'intero ZEROES AND ONES

RACONTEURS
Steady as she goes
CLAY ALLISON
Believe in me
NEIL YOUNG
Tutto Living with war
BAND OF HORSES
ga Everything all time
The funeral-The great salt lake

AUSTIN LACE
Kill the bee
video

MISSION OF BURMA
Obliterati
anteprima incompleta

dEUS
7 days 7 weeks, Pocket Revolution, If you don't get what you want
FLAMIN' LIPS
Mr. ambulance driver (video)
LOU BARLOW
Puzzle (alt. version

BUILT TO SPILL
Controversional wisdom/Going against your/Time Trap/Car

IS.CAMPBELL e MARC LANEGAN
Ballad Of The Broken Seas, Do you wanna come with me; Revolver pt 2; St. James infirmary
BELLE& SEBASTIAN
Funny little frogs (video)
da Life pursuit

CLAP YOUR HAND SAY YEAH
Over and over again.mp3

MAXIMO PARK
Graffiti
(streaming)

GO-BETWEENS (aus)
Here comes a city (video
a destra in basso)
da Oceans Apart

M.WARD
Transistor Radio
album intero streaming

BRIGHT EYES
Blue christmas.mp3
SUFJAN STEVENS
Casimir Pulaski day.mp3
GO-BETWEENS
Spring rain.mp3 (live)
MINUS FIVE
Twilight distillery. mp3
BLOODY HOLLIES
Whatch your head.mp3
MORNING AFTER GIRLS(aus)
Straight throu you.mp3
CAT POWER
The Greatest.mp3
JENNIFER O' CONNOR
Exeter, Rhode Island.mp3
STARS
You ex lover is dead.mp3
NADA SURF
Do it again
BROKEN SOCIAL SCENE
7/4 (shoreline).mp3
SAMBASSADEUR(sve)
Between the lines
NEW PORNOGRAPHERS
Twin cinema.mp3
GREAT LAKE SWIMMERS
Bodies and minds.mp3
da Bodies and minds
STEPHEN MALKMUS
Baby c'mon
da Face the truth.mp3
OKKERVILLE RIVER
For real.mp3
da Black sheep boy
SHIPPING NEWS
Axons and dendrites.mp3
da Flies the fields

SPOON
I turned my camera on.mp3
da Gimme Fiction

SONGS:OHIA
The dark don't hide.mp3

e Leave the city. mp3
da What comes after blues

DEAD MEADOW
At her open door.mp3
da Feathers

RICHARD BUCKNER
A chance counsel.mp3

ANDREW BIRD
Action/adventure.mp3

LOW
California.mp3

ART BRUT
My little brother.mp3

DAMON&NAOMI
(ex Galaxie500)
Beautiful close numb.mp3

TWO GALLANTS
Train that stole.mp3

MAURIZIO CROZZA
Zapatero Zapatera.mp3
ora funziona!

JENNIFER GENTLE
Do I dream you.mp3

DENISE JAMES
No more goodbye.mp3

BLOC PARTY
Banquet (disco edit).mp3

IRON & WINE
Woman king.mp3

PAVEMENT
All my friend.mp3

PRESTON SCHOOL OF INDUSTRY
Get your cranyons out.mp3

MISSION OF BURMA
Wounded world.mp3